11. Novembre 2020

Grande successo per il movimento #HalfOfIt: più giustizia nel bilancio europeo

Mesi di negoziazioni tra il Consiglio europeo, la Commissione e il Parlamento europeo sul meccanismo dello stato di diritto, sul quadro finanziario pluriennale (multiannual financial framework 2021-2027) e sul programma per la ripresa dalla crisi causata dal coronavirus hanno prodotto risultati decisivi questa settimana – e includono decisioni per una maggiore parità di genere. Il piano per gli stimoli economici contiene esplicitamente piani per una distribuzione più equa dei fondi e una valutazione dell’impatto di genere dei fondi distribuiti. Il budget di lungo periodo dell’Unione europea include inoltre una metodologia di bilancio di genere (gender budgeting). Si tratta di un importante passo in avanti e successo per il nostro movimento.

 

A partire dal maggio scorso abbiamo lottato per #HalfOfIt, la metà dei fondi per il piano di ripresa #NextGenerationEU: metà del sostegno alla ricostruzione dovrebbe andare alle donne perché sono proprio loro al centro della crisi Covid19. Grazie al forte impegno del Gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo e ad una rete di eurodeputati di tutto lo spettro politico democratico, siamo riusciti ad includere dei passi e strumenti decisivi in diversi dossier di rilevante importanza, incluso il Recovery and Resilience Facility (RRF, il fondo che offre un sostegno finanziario su larga scala per riforme e investimenti intrapresi dagli Stati membri, allo scopo di attenuare l’impatto a livello sociale ed economico della pandemia da coronavirus e di rendere le economie dell’UE più sostenibili, resilienti e meglio preparate per le sfide poste dalle transizioni verde e digitale).

 

Per la parte del piano per lo stimolo economico, il Recovery and Resilience Facility, che è sovvenzionato con 672.5 miliardi di euro, il Parlamento europeo richiede negli articoli 14 e 16 dei controlli obbligatori di uguaglianza per i piani nazionali, che devono essere presentati alla Commissione europea per esaminazione. Contemporaneamente, i piani devono combattere efficacemente gli effetti negativi della crisi sulla parità di genere.

 

I governi devono pertanto presentare chiaramente quali effetti su donne e uomini saranno prodotti dalle misure di intervento. Ciò assicurerà trasparenza e metterà in evidenza le disparità.

Parità di genere nel piano per la ripresa

L’articolo 16, 2c del Recovery and Resilience Facility fonda le basi per la valutazione di impatto di genere:

 

“I piani di ripresa e di resilienza sono coerenti con la strategia dell’Unione per la parità di genere 2020-2025, si basano su una valutazione dell’impatto di genere delle misure pianificate e comprendono azioni chiave per affrontare efficacemente l’impatto negativo della crisi sulla parità di genere combinato con misure per l’integrazione della dimensione di genere. I piani di ripresa e di resilienza sono inoltre coerenti con le strategie nazionali per la parità di genere”.

 

Afferma inoltre:

 

“La Commissione richiede inoltre una valutazione dell’impatto di genere del piano effettuata da un esperto indipendente o procede essa stessa a tale valutazione”.
Questo chiaro obiettivo per un piano di ripresa sensibile alla parità di genere è stato deciso lunedì e sarà difeso nelle negoziazioni con il Consiglio. (trilogo).

Una metodologia del bilancio di genere nella pianificazione di bilancio di lungo periodo

Il quadro finanziario pluriennale (Multiannual Financial Framework, MFF) per gli anni 2021-2027 è stato già adottato martedì (10 novembre 2020). La buona notizia per noi è che finalmente verrà introdotto la metodologia del bilancio di genere, il cosiddetto “gender budgeting”:

 

“La Commissione esaminerà come sviluppare una metodologia per misurare il livello di spesa pertinente al programma di spesa nel QFP 2021- 2027. La Commissione utilizzerà questa metodologia non appena sarà disponibile. Entro il 1° gennaio 2023, la Commissione applicherà questa metodologia ad alcuni programmi gestiti a livello centrale per verificarne la fattibilità. A metà percorso, si valuterà se la metodologia possa essere estesa ad altri programmi per il resto del quadro finanziario pluriennale”.

 

In breve, ciò significa che la Commissione europea deve ora finalmente sviluppare un metodo di bilancio di genere che sarà introdotto per i fondi gestiti direttamente dalla Commissione al più tardi entro il 2023. Dopo i primi tre anni si valuterà poi se potrà essere esteso ai fondi gestiti congiuntamente con gli Stati membri.

Si è così aperta la porta per ancorare la parità di genere nel bilancio. Le nostre numerose richieste sono state ascoltate, tra cui vari documenti di ricerca che evidenziano perché le donne sono la categoria più colpita dalla crisi, il nostro studio che ha dimostrato che il piano di crisi originale era cieco rispetto alle differenze di genere e molti altri preziosi suggerimenti da parte di organizzazioni, del Fondo Monetario Internazionale e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Continueremo a sostenere che questa crisi non deve diventare una “she-session”, cioè una recessione femminile.

 

E non cederemo nel chiedere un maggior numero di donne nelle istituzioni finanziarie dell’Unione europea. È inaccettabile che Frank Elderson sia stato eletto questa settimana nel Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (BCE) – senza alcun candidato avversario. Ciò significa che il Comitato esecutivo è ora composto da quattro uomini e due donne, che sono anche le uniche due donne del Consiglio direttivo a 25 membri. Questo rapporto di genere in un organo che ha un’influenza così immensa, soprattutto in tempi di crisi, è da tenere sotto accusa.

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